Madrid ha comunicato un ultimatum all’Italia in cui intima il ritiro dei controlli alle frontiere entro il 9 agosto. In caso contrario, il governo spagnolo si dice pronto ad adottare contromisure proporzionate.

Non si spegne dunque la tensione diplomatica tra i due paesi che continuano con un braccio di ferro dopo i fatti accaduti a Ceuta, dove oltre 60.000 migranti hanno fatto irruzione illegalmente nell’exclave Spagnola. Per tutta risposta, il Governo Italiano ha introdotto dei controlli alla frontiera nei confronti dei cittadini Spagnoli per evitare che i migranti potessero entrare nella penisola. 

A questo è seguito un inasprimento dei rapporti tra i due paesi e una serie di accuse tra i due governi sulla gestione delle frontiere e dell’immigrazione, portando dunque ad una vera e propria crisi diplomatica. 

Analizzando la situazione, però, risulta subito chiaro come la misura adottata dall’Italia appare priva di una giustificazione operativa. Come ricordato da Madrid, lo statuto speciale dell’exclave di Ceuta prevede già controlli di sicurezza sistematici per chiunque si imbarchi verso la Spagna continentale e il resto dello spazio Schengen. Di fatto, chi entra a Ceuta non ha libero accesso al resto d’Europa.

La sospensione temporanea di Schengen si rivela dunque una mossa dal valore puramente politico, orientata a lanciare un messaggio all’elettorato interno piuttosto che a rispondere a una reale emergenza di sicurezza. La strategia però risulta fallace perché ha avuto la doppia conseguenza di aprire una spaccatura diplomatica con un alleato strategico come la Spagna, e di non riuscire a trovare una giustificazione concreta di fronte alle istituzioni europee e agli stessi cittadini. I controlli a campione finora effettuati, infatti, si sono rivelati poco più che simbolici e non hanno evidenziato alcun flusso di migranti proveniente dalla rotta di Ceuta, confermando la natura prevalentemente propagandistica dell’iniziativa. 

La domanda da porsi a questo punto è: l’Italia continuerà con il pugno di ferro contro Madrid, oppure procederà a togliere il provvedimento entro il fine settimana così da abbozzare un rientro della crisi in corso?

Questo anche a fronte della notizia, riportata da molte testate giornalistiche (tra cui anche Politico), di una probabile seconda invasione durante il 15 di agosto che fa dunque presagire una nuova crisi sulle coste Africane. 

Vorrei infine concludere questo articolo con un pensiero rivolto a chi ha perso la vita in mare o è arrivato stremato alle porte di Ceuta. Ci si chiede perché si parli così poco di come queste persone vengano sfruttate e manipolate nella loro disperazione da potenze esterne – senza scivolare in facili complottismi, ma riconoscendo la regia di chi punta apertamente a destabilizzare l’Europa. Il mio pensiero va dunque a loro e alle loro famiglie, con l’auspicio che le indiscrezioni su un nuovo picco il 15 agosto si rivelino solo allarmismi infondati. 

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